Sito hotel a norma: CIN, dati obbligatori e accessibilità
CIN e dove va sul sito
Nel 2025 il Codice Identificativo Nazionale deve essere presente per le strutture soggette all'obbligo: hotel, B&B, agriturismi, affittacamere e altre strutture ricettive. Va sul sito, sugli annunci OTA e all'esterno della struttura. Spieghiamo come si ottiene e dove posizionarlo perché sia davvero leggibile: non nascosto in grigio chiaro a 8 punti in fondo al footer.
Dati in footer: P.IVA, REA, privacy
Obbligatori da anni, assenti su molti siti hotel. Non è solo un problema di immagine.
EAA e accessibilità WCAG 2.1 AA
Dal 28 giugno 2025 l'EAA riguarda prodotti e servizi digitali specifici. Per un hotel va verificato se il sito offre un servizio digitale rientrante nell'ambito della norma, per esempio prenotazione online o vendita di servizi. Le soglie di microimpresa restano decisive.
Cosa fare concretamente
Contrasto colori, alt text, form con label, dichiarazione di accessibilità. Requisiti reali che si traducono in interventi precisi sul codice, non teoria astratta.
Il trigger che ha fatto cercare questa pagina
A un certo punto qualcuno ti ha detto: «sai che adesso c'è il CIN obbligatorio?» O hai letto qualcosa sull'accessibilità dei siti web. O un collega del settore ti ha mandato un link sulle sanzioni EAA. O semplicemente stavi guardando il footer del sito e hai pensato: «non so se qui c'è tutto quello che dovrebbe esserci».
Questo articolo risponde a quella domanda. Non in modo legale, siamo una web agency, non uno studio legale, ma in modo pratico: cosa dice la norma, cosa richiede concretamente al sito, e dove andare per i dettagli giuridici specifici.
Ci sono due temi distinti. I dati obbligatori da esporre (CIN, P.IVA, privacy). E l'accessibilità (EAA, WCAG 2.1). Li affrontiamo separatamente.
P.IVA, REA e privacy: i dati obbligatori in footer prima ancora del CIN
Prima di parlare di CIN, che è la novità del 2025, ci sono dati che ogni sito commerciale italiano deve avere da molto prima. Li troviamo mancanti su quasi tutti i siti hotel che analizziamo.
Quello che deve esserci in footer:
- P.IVA e denominazione sociale, forma giuridica completa, non solo il nome commerciale. «Hotel Adriatico S.r.l. | P.IVA 01234567890 | Sede: Via Roma 1, 30020 Bibione (VE)». P.IVA, denominazione e altri dati societari vanno verificati in base alla forma giuridica e agli obblighi applicabili all'impresa. Il footer si compila copiando i dati ufficiali dell'attività e controllandoli con il consulente.
- REA, numero di iscrizione al Registro delle Imprese. Obbligatorio per le società. Assente su quasi tutti i siti che controlliamo, perché nessuno l'ha mai richiesto esplicitamente.
- Informativa privacy, raggiungibile da ogni pagina, tipicamente in footer. Il contenuto lo definisce il tuo DPO o avvocato.
- Banner cookie, obbligatorio per tutti i cookie non tecnici (analytics, remarketing). «Accetta» e «rifiuta» con pari evidenza visiva: non accetta in verde e gestisci preferenze in grigio a 9 punti.
CIN obbligatorio sul sito hotel: dove va, come si ottiene, cosa vale in Veneto e FVG
Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, è stato introdotto dall'art. 13-ter del DL 145/2023 (convertito nella Legge 191/2023). La disciplina nazionale è entrata in applicazione dal 2 novembre 2024; le sanzioni sono applicabili dal 2 gennaio 2025. In pratica, nel 2025 ogni struttura soggetta all'obbligo deve avere ed esporre il CIN.
Come si ottiene. Dal portale del Ministero del Turismo (portale.ministeroturismo.gov.it), con autenticazione SPID o CIE. Lo fa il titolare o un delegato direttamente, non è un servizio che offriamo. Quello di cui ci occupiamo è dove e come posizionarlo sul sito.
Dove va esposto:
- Su tutti gli annunci online, Booking, Airbnb, qualsiasi OTA
- All'esterno della struttura, visibile
- Sul sito ufficiale, footer o pagina contatti, in testo leggibile
CIR regionale. In Veneto e in Friuli-Venezia Giulia esiste anche il Codice Identificativo Regionale, introdotto prima del CIN. Le strutture in queste regioni possono dover esporre entrambi. Non dare per scontato che CIN e CIR siano equivalenti o intercambiabili, verifica con il tuo Comune.
Tassa di soggiorno. Non obbligatoria da esporre per legge, ma menzionarla in FAQ o nelle condizioni riduce le domande all'arrivo. Ogni Comune ha la propria delibera: Bibione è diverso da Caorle, Abano Terme è diverso da Venezia. Se hai ospiti tedeschi o austriaci, frequenti sulla costa veneta, considera una nota anche in tedesco: è tra le prime domande di chi non è abituato all'imposta.
Per come si costruisce tutto il sito attorno a questi elementi: realizzazione del sito per hotel.
Checklist: il sito dell'hotel ha tutto quello che serve?
Dati obbligatori:
- CIN visibile (footer o pagina contatti)
- CIR regionale se richiesto (Veneto / FVG)
- P.IVA completa in footer
- REA in footer (se società)
- Denominazione sociale completa
- Informativa privacy raggiungibile da ogni pagina
- Banner cookie con opzione di rifiuto chiara e visibile
Accessibilità (EAA / WCAG 2.1 AA):
- Verifica se sei microimpresa (<10 dip. e ≤2M€), con il commercialista
- Contrasto testo normale ≥4.5:1
- Alt text su tutte le immagini informative
- Navigazione da tastiera funzionante
- Form con label visibili (non solo placeholder)
- Struttura heading coerente (H1→H2→H3)
- Dichiarazione di accessibilità presente
- Meccanismo di feedback accessibilità attivo
Nel sito pronto per dimora storica con hotel che vedi qui, CIN, dati dell'impresa, privacy, form e contatti hanno già un posto nella struttura. Poi si inseriscono i dati veri. Non si nasconde tutto nel footer la sera prima di andare online.

EAA 2025: quando si applica a un hotel e quando no
L'European Accessibility Act, Direttiva UE 2019/882, recepita in Italia con D.Lgs. 82/2022, è operativo dal 28 giugno 2025 per i prodotti e servizi digitali previsti dalla norma.
Per un hotel il punto non è dire “vale sempre” o “non vale mai”. La domanda corretta è concreta: il sito permette prenotazione online, acquisto, pagamento o un servizio digitale assimilabile all'e-commerce? Se sì, l'accessibilità non va trattata come dettaglio estetico. Se il sito è solo informativo o raccoglie richieste, la valutazione va fatta con il consulente legale o l'associazione di categoria.
Il punto che sorprende molti: l'esenzione per microimpresa non si valuta a impressione. Ha parametri precisi che non coincidono con l'intuizione comune di «siamo piccoli».
Microimpresa EAA: le due soglie che determinano l'esenzione
Per essere esenti dall'EAA devono valere entrambe le condizioni simultaneamente:
- Meno di 10 dipendenti
- Fatturato annuo O totale di bilancio annuo ≤ 2 milioni di euro
Entrambe. Non una sola.
Qualche esempio. Un hotel terme a Montegrotto con 8 dipendenti e 3,2 milioni di fatturato supera la soglia economica: non è microimpresa, quindi va verificato se rientra nei servizi soggetti all'EAA. Un B&B con 3 dipendenti e 800.000 euro di fatturato rientra nella soglia di microimpresa. Un hotel al mare con 12 dipendenti e 1,8 milioni di fatturato supera la soglia dei dipendenti: anche qui la verifica va fatta sul caso reale.
La verifica va fatta con il commercialista sulla situazione reale, non è una stima che si fa a occhio. Molte strutture che si considerano «piccole» superano la soglia del fatturato. Quello che possiamo fare noi è costruire il sito accessibile. Stabilire se sei soggetto alla norma non è competenza nostra.
WCAG 2.1 AA applicato a un sito hotel: i requisiti concreti
Non tutta la normativa è astratta. Questi sono i requisiti che si traducono in interventi precisi.
Contrasto colori. Il testo normale deve avere contrasto ≥4.5:1 rispetto allo sfondo. Il testo grande (sopra 18pt o 14pt in grassetto) ≥3:1. Un grigio chiaro su sfondo bianco che «visivamente si legge» può stare a 2.1:1, non conforme. Si misura gratis con WebAIM Contrast Checker.
Alt text. Ogni immagine informativa vuole un attributo alt descrittivo. Foto dell'esterno: alt="Facciata dell'Hotel Adriatico, ingresso con giardino, Bibione". Immagini puramente decorative: alt="" vuoto, non assente. Senza alt, uno screen reader non sa cosa c'è nell'immagine.
Navigazione da tastiera. Link, pulsanti e campi form devono essere utilizzabili con la sola tastiera, Tab per spostarsi, Enter per selezionare. Un sito che funziona solo con il mouse esclude chi usa tecnologie assistive.
Label sui form. Ogni campo del modulo di richiesta deve avere una label visibile e associata al campo, non solo il placeholder che scompare appena si inizia a digitare. «Nome», «Email», «Data di arrivo»: devono restare leggibili anche quando il campo è già compilato.
Struttura heading. Un solo H1 per pagina, poi H2 per le sezioni principali, H3 per le sottosezioni. La struttura serve alla navigazione degli screen reader, non si sceglie un H2 perché «visivamente è più grande».
Per il tema conversioni e form sul sito hotel: Booking, richiesta disponibilità o WhatsApp: quale conversione serve al tuo hotel.
Dichiarazione di accessibilità e overlay: quello che non funziona come sembra
La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria per i servizi digitali soggetti all'EAA. Descrive il livello di conformità raggiunto, le parti del sito non ancora conformi, e fornisce un meccanismo di feedback per chi incontra barriere. Non è un documento formale burocratico, è informazione reale su cosa funziona e cosa no.
Una dichiarazione che afferma conformità totale su un sito che non la raggiunge espone a contestazioni specifiche e verificabili. È peggio di non averla.
Gli overlay, AccessiBe, UserWay e simili, promettono di rendere il sito conforme installando un widget. Non funzionano in quel modo. Un overlay non può aggiungere retroattivamente alt text a immagini che nel codice non ce l'hanno. Non può correggere form senza label. Non può riorganizzare heading gerarchici disorganizzati. Aggiunge uno strato sopra un sito non accessibile, e spesso quel layer crea conflitti con gli screen reader che gli utenti con disabilità visive usano davvero.
L'accessibilità si costruisce nel codice, dall'inizio. Non si installa dopo.
Vale la pena notare: un sito con struttura heading corretta, alt text presenti e immagini ottimizzate tende ad avere codice più pulito e tempi di caricamento migliori. I due obiettivi spesso si muovono nella stessa direzione. Per la gestione delle informazioni verso l'ospite che questo lavoro rende possibile: FAQ e trasparenza verso l'ospite.
Domande frequenti
Domande frequenti
Ho già il CIR regionale. Devo comunque ottenere il CIN?
Sì. CIN e CIR sono codici distinti, emessi da enti diversi. Il CIR è regionale, gestito dalla Regione Veneto o dalla Regione FVG. Il CIN è nazionale, emesso dal Ministero del Turismo. Nel 2025 entrambi possono essere richiesti contemporaneamente. Le specifiche dipendono dal Comune: verifica con il tuo Comune di riferimento o con l'associazione di categoria locale, non dare per scontato che uno sostituisca l'altro.
Cosa rischio se non espongo il CIN sul sito?
La Legge 191/2023 prevede sanzioni amministrative. Gli importi dipendono dalla violazione specifica e possono essere aggiornati. Non siamo nelle condizioni di darti una cifra: è un tema da consulente legale o associazione di categoria, non da web agency.
Come faccio a sapere se il mio hotel è soggetto all'EAA?
Dipende da due numeri: dipendenti e fatturato (o totale di bilancio annuo). Devi stare sotto entrambe le soglie, meno di 10 dipendenti E ≤2 milioni di euro, per essere microimpresa ed esente. Se superi anche una sola delle due condizioni, non puoi considerarti microimpresa: a quel punto va verificato se il servizio digitale del tuo hotel rientra nell'ambito EAA.
Non è una valutazione che si fa a occhio. Molte strutture che si considerano «piccole» superano la soglia del fatturato senza saperlo. La verifica si fa con il commercialista sulla situazione reale.
Un overlay come AccessiBe o UserWay è sufficiente per l'EAA?
No. Non può aggiungere alt text dove il codice non ce l'ha, non corregge form senza label, non ristruttura heading disorganizzati. A volte interferisce con gli screen reader che gli utenti con disabilità visive usano davvero, peggiorando l'accessibilità reale. L'unica strada è costruirla nel codice, durante lo sviluppo.
Posso usare un template generico per la privacy policy?
Tecnicamente puoi partire da un template, ma il contenuto deve rispecchiare le attività reali del tuo hotel: quali cookie usi, se hai sistemi di booking con terze parti, come gestisci i dati degli ospiti. Un testo copiato da un altro sito raramente è conforme al GDPR per la tua situazione specifica. La redige il tuo DPO o avvocato, non noi.
Chi redige la dichiarazione di accessibilità?
Chi ha costruito o gestisce il sito, sulla base di un'analisi reale della conformità. Non è un documento che si genera in automatico e non è un atto una tantum: deve indicare cosa è conforme, cosa non lo è ancora e come l'utente può segnalare un problema. Una dichiarazione che afferma conformità totale su un sito che non ce l'ha è peggio di non averla, espone a contestazioni puntuali e verificabili.
Tre cose da dire chiaramente
Prima. Non siamo uno studio legale né un commercialista. Questo articolo è orientativo. Per sapere se la tua struttura è soggetta all'EAA, se il CIN è esposto correttamente, se la privacy policy è conforme al GDPR, parla con i tuoi consulenti.
Seconda. Il CIN si ottiene dal portale del Ministero del Turismo con SPID o CIE, non è un servizio che offriamo. Ti diciamo dove va sul sito e come deve essere leggibile. Non come ottenerlo.
Terza. Gli overlay di accessibilità non garantiscono conformità WCAG. Non te lo diremo diversamente nemmeno se ce lo chiedi.

Ho analizzato siti hotel con CIN assente, P.IVA nascosta, form senza label, immagini senza alt text. Non per cattiva volontà, perché nessuno aveva mai fatto un check sistematico. Nel 2025, con CIN obbligatorio e EAA in vigore, non controllare è una scelta che ha conseguenze. Questo articolo è il punto di partenza per farsi le domande giuste, i dettagli normativi specifici vanno verificati con chi ha le competenze legali.
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